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Una vita nelle Istituzioni: la testimonianza di Giuliano Amato

8 giugno 2009

Ha sorpreso tutti, il presidente Amato: Stefano, il Direttore della Residenza che lo ha ricevuto quando, puntualissimo, si è presentato all’appuntamento; i giovani residenti, che lo hanno accolto ritti in piedi e colmi di aspettativa; chi scrive, che ha avuto la possibilità e il privilegio di fargli un improvvisato invito a nome della RUI incontrandolo per caso ad una conferenza di vari mesi addietro.

Sorprendente la gentile disponibilità con cui mi ha ascoltato mentre, contro ogni etichetta, lo avvicinavo ch’era ormai  in procinto di salire in macchina; sorprendenti la prontezza e l’entusiasmo con cui, di persona, ha risposto all’invito formale fatto pervenire dalla Residenza al suo indirizzo di posta elettronica; sorprendente, infine, in un uomo che è stato due volte Ministro del Tesoro, Ministro dell’Interno, due volte Presidente del Consiglio, Presidente dell’Antitrust, vicepresidente della Convenzione Europea e che oggi presiede il prestigiosissimo Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, occupando lo scranno e svolgendo le funzioni che furono di Giovanni Gentile e, più di recente, del nobel Rita Levi Montalcini, una immediatezza di modi ed una effervescenza di contenuti così disarmante e benevola.

Affilato, dotto, professorale, meritevole fino in fondo del soprannome di dottor Sottile ripreso per lui nei lontani anni ottanta dal giornalista Eugenio Scalfari, intreccia sapientemente brandelli di vissuto personale pubblico e privato per più di quaranta minuti, lancia stimoli, stuzzica l’interesse, riflette sul senso delle istituzioni e del dono alle istituzioni, sull’importanza della libertà e della competenza nell’impegno pubblico, sui valori civili che debbono animarlo e tiranneggiarlo.

Tocca con eleganza problemi importanti del nostro tempo, rivela l’animus incorreggibile dell’uomo di scienza incapace di controllare la sua fame di sapere e il suo desiderio di capire anche nei momenti in cui il senso e la percezione del potere potrebbero indurlo ad usare la realtà e le vite degli uomini, senza preoccuparsi di capire l’una e migliorare le altre.
Cerca la scintilla dell’illuminazione intellettuale nei giovani allievi di una serata che lo attorniano in ascolto nel soggiorno della RUI: è la soddisfazione più grande, ci dice, per un uomo che non ha mai smesso, dagli anni lontani in cui ha abbandonato la cattedra, di essere soprattutto un Professore; è l’appagamento di una vocazione che ti segna per la vita e non ti lascia mai.
E allora forza con le domande, ancora mezz’ora di colloquio piacevolissimo e costruttivo, foto di gruppo, autografo con dedica, saluti. La bella serata si chiude qui.

Un sincero, comune ringraziamento di tutti i residenti al Presidente Amato.